ERVONE
Il Cervone, Elaphe quatuorlineata (Bonnaterre,1790) è un serpente della famiglia dei Colubridi.
È il più lungo serpente italiano ed uno tra i più lunghi d’Europa, può variare dagli 80 ai 240 cm, anche se raramente supera i 160. È di colore bruno-giallastro con le caratteristiche quattro scure barre longitudinali (da cui il nome scientifico).
È un serpente diurno, terricolo, sebbene sia un ottimo arrampicatore ed è anche un buon nuotatore. Quando si arrampica è molto agile: facendo forza sulla coda prensile può raggiungere, in alto o in lungo, un ramo distante anche 1 m o più.
Trascorre il periodo invernale in gallerie di roditori abbandonate, da solo o in gruppi di 4-7 esemplari, spesso in compagnia dei saettoni.
Si nutre di piccoli mammiferi (arvicole, topi, toporagni, conigli, donnole, scoiattoli, ed altri fino alle dimensioni di un ratto) che soffoca tra le spire, nidiacei di uccelli (fino alle dimensioni di un piccione), uova (che inghiotte intere e poi rompe con i muscoli del tronco) e qualche lucertola (cibo preferito soprattutto dai giovani).
Gli accoppiamenti (che durano dalle 3 alle 5 ore) hanno luogo in genere in aprile e giugno.
Dopo circa 40-50 giorni la femmina depone alla base di arbusti, o in buche nel terreno, o nei muretti a secco o in fenditure della roccia, dalle 3 alle 18 uova con guscio biancastro e molle che si indurisce leggermente a contatto con l’aria. Talvolta la femmina protegge le uova tra le spire del suo corpo per 3-5 giorni, altre volte le ricopre con la sua exuvia (i resti della pelle dopo la muta) . Dopo circa 45-60 giorni dalle uova escono i piccoli, lunghi dai 30 ai 40 cm che mutano nell’arco dei primi 7 giorni.
Nei primi 2-3 anni l’accrescimento corporeo è molto veloce e i cervoni mutano in media una volta al mese (in estate anche due volte al mese), dal 4º anno la velocità di crescita diminuisce bruscamente e gli adulti mutano in media 2-3 volte l’anno.
E’ un serpente piuttosto longevo ed In cattività può vivere oltre 20 anni.
Ha una buona diffusione sul territorio Nazionale, prediligendo gli ambienti di macchia mediterranea, il limitare di boschi, i boschi radi e soleggiati o in genere i luoghi con vegetazione sparsa, le sassaie, i muretti a secco e gli edifici abbandonati. Ama gli ambienti caldi (24-34 °C) e umidi. Si può incontrare ad un’altitudine fino ai 1000 m sul livello del mare.
Curiosità: secondo alcuni il nome cervone deriva dal fatto che i pastori che lo vedevano durante la muta scambiavano la pelle secca della testa per delle corna. Per altri il nome è dovuto alle piccole escrescenze presenti sul capo. Per altri ancora le corna sono virtuali ed indicano la nobiltà di questo serpente, tra i più grandi d’Europa. È anche chiamato pasturavacche, in quanto la credenza popolare voleva che fosse attirato dal latte delle vacche e delle capre al pascolo, e che per procurarselo si attaccasse alle mammelle degli animali, o addirittura lo leccasse dalle labbra sporche dei lattanti. A Cocullo (AQ) il cervone è il protagonista durante i festeggiamenti per San Domenico, in tale occasione la statua del santo viene portata in processione ricoperta di serpenti. La tradizione trae origine dell’antica venerazione dei Marsi per la dea Angizia, al cui culto erano associati i serpenti.
Status di Conservazione: è una specie in progressivo declino per la scomparsa degli habitat in cui vive. È protetto dalla Convenzione di Berna (App. II). È citato nella Direttiva Habitat (Direttiva n. 92/43/CEE) nell’appendice 2 (specie animali e vegetali d’interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione) e nell’appendice 4 (Specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa).