biacco01 (3)(Hierophis viridiflavus)  (Lacépède, 1789), precedentemente classificato come Coluber viridiflavus, è un serpente frequente nelle campagne e nei giardini, sia in terreni rocciosi, secchi e soleggiati, sia in luoghi più umidi come le praterie e le rive dei fiumi.
Il nome specifico “viridiflavus”  allude alla particolare colorazione verde e gialla, “biacco”  invece viene da biacca ( pigmento pittorico inorganico di colore chiaro), qui per indicare “pallido”.
In media gli adulti raggiungono i 120–130 cm; eccezionalmente può arrivare a 2 m.
Negli adulti la colorazione di fondo delle parti superiori è verde-giallastra, solcata da un evidente reticolo irregolare nero. I piccoli invece presentano, fino all’età di un anno, una colorazione caratteristica: la testa presenta già il reticolo giallo e nero mentre il resto del corpo ha una tonalità grigio-celeste uniforme.
È un serpente molto agile e veloce (fino a 11 km all’ora), ottimo arrampicatore e buon nuotatore.
È una specie diurna. Si difende in modo primario con una velocissima fuga, spesso verso un rifugio sicuro; quando viene bloccato dispensa rapidi morsi non particolarmente potenti. Si nutre di altri rettili (in particolare piccoli sauri ed altri serpenti, dalle bisce d’acqua alle vipere), di uova di uccelli e nidiacei (o anche adulti di specie piccole), di piccoli mammiferi (in particolare topi e ratti) e anfibi anuri, urodeli e apodi; occasionalmente nuota agilmente in immersione, alla ricerca di piccoli pesci. Spesso lotta con alcuni animali, come ramarri, lucertole ocellate e rospi di grandi dimensioni; tuttavia gli esiti risultano altalenanti, così che la preda diventa predatore e viceversa. Se disturbato dall’uomo, preferisce la fuga. Se afferrato, non esita a difendersi vigorosamente con ripetuti morsi.
È specie ovipara. La femmina depone da 5 a 15 uova ai primi di luglio che si schiuderanno tra agosto e settembre, dopo una incubazione di 6-8 settimane. Il maschio durante l’accoppiamento morde la femmina sulla nuca nell’intento di immobilizzarla.
Curiosità: in Italia centrale è chiamato volgarmente frustone, in ordine alla credenza popolare secondo cui può usare il corpo per infliggere dolorose sferzate.
Status di Conservazione: in Italia la specie non sembra essere minacciata, in quanto molto adattabile, ed è comune in tutte le regioni. Risulta essere tra i serpenti più investiti dagli autoveicoli.